Sa Che Geomanzia Tibetana

Costruzioni storiche

Nel corso dei secoli si sono sviluppati diversi stili di Sa Che. Oggi la maggior parte dei monasteri tibetani sono costruiti in accordo con esso. I luoghi, in generale sono ben scelti; al riparo dal vento e dal freddo, dato che il Tibet è un luogo di notevoli altitudini e basse temperature.
Tra le costruzioni storiche più antiche possiamo menzionare:

  • Lo Yumbu Lagang
  • Il Palazzo del Potala
  • Il Tempio di Jokhang
  • Il Monastero del Samye

Yumbo Lagang
Nyatri Tsenpo, il primo re tibetano, costruì questo palazzo nell’era pre buddista del Tibet nel II sec. a. C. chiese ai Sa Khen, maestri della geomanzia tibetana, di trovare un posto adeguato e costruire il suo palazzo. I Sa Khen trovarono un luogo speciale su una collina. Li cominciarono a costruire il castello. Quando terminarono, Yumbu Lagang era orientato verso il sud. Nella direzione nord c’era una collina, cosicché il muro nord aveva solo piccole finestre per la circolazione dell’aria. Una strada circondava il castello ed entrava da est. In primavera ed estate la terra davanti al castello diventava verde e fresca.
Si comprende bene che l’ottima scelta del posto e il metodo di costruzione sono esattamente in conformità con i principi del Sa Che e come quest’ultimo faccia parte della cultura indigena tibetana, pre-datato sia rispetto al contatto con il buddismo che con la cultura cinese. Infatti questo castello fu costruito cinque secoli prima che la principessa cinese Jasa Kongjo arrivasse in Tibet segnando l’inizio delle influenze culturali cinesi sulla cultura tibetana.
Si dice che l’energia speciale di questo luogo diede al re il potere di conquistatore. Fu durante il suo regno che il Tibet fu unificato come un paese. Il Losar, il capodanno tibetano, si celebra in suo onore, e il giorno della sua elezione, da parte del popolo come re, inaugura il primo anno del calendario tibetano.
Nella storia tibetana si considera Yumbu Lagang come il primo luogo scelto secondo l’arte del Sa Che.

Il Palazzo del Potala
Il Re Songtsen Gampo costruì il primo palazzo nel VII sec. nel luogo in cui soleva andare a fare ritiri di meditazione. Nel XVII sec., Lozang Gyatso, il Quinto Dalai Lama, cominciò la costruzione dell’attuale Palazzo del Potala quale residenza invernale. Fu durante il suo regno cdhe fu costruito il Potrang Karpo, il “Palazzo Bianco”. Dopo la sua morte fu aggiunto il Potrang Marpo, il “Palazzo Rosso“. Le due suddivisioni simboleggiano l’aspetto spirituale e politico del Tibet.
Il Palazzo del Potala è situato su una delle tre colline nell’area di quella che, oggi, si chiama Lhasa ed è costruito con una base stabile nel rispetto del Sa Che.
Le pareti, a volte fino a due metri di spessore, contengono piccoli fori per un’ottima circolazione dell’aria e la regolazione della temperatura. Il palazzo esprime la stabilità delle fondamenta e dell’edificio in se stesso. Originariamente aveva una base rotonda, più piccola, tuttavia, con la costruzione di nuove aggiunte, nei secoli successivi cambiò la forma originale.
Lhasa è circondata da otto montagne che rappresentano gli otto petali del loto. Questa è la ragione principale per cui questo luogo fu scelto per stabilirvi la capitale. La parte anteriore del Palazzo del Potala guarda verso sud. Le finestre nel muro sud sono dipinte di nero per assorbire la luce e il calore.
Oggi il Palazzo del Potala è un museo. Anticamente c’era un villaggio proprio di fronte, chiamato Shol.

Il Tempio di Jokhang
Il Palazzo di Jokhang fù costyruito dal Re Songtsen Gampo nel VII sec. Originariamente conosciuto come la Casa del Buddha Shakyamuni, serviva come appartamento per le due spose del re, e come luogo per ospitare le statue che entrambe portarono dal Nepal e dalla Cina.
Da quando Atisha, il famoso maestro buddista, insegnò nel palazzo, è considerato come il tempio più importante di Lhasa. Il tempio, distrutto e ricostruito più volte nel corso dei secoli, sopravvisse e fu addirittura ampliato fino a coprire venticinquemila metri quadrati. Oggi continua ad essere un centro di pelligrinaggio buddista.
Secondo il Sa Che, l’antica terra del Tibet era considerata una donna demone sdraiata sulla schiena. I fiumi erano i suoi vasi sanguigni. I re e le regine del Tibet dovevano utilizzare l’arte del Sa Che per acquisire potere sulla terra, perchè l’energia del terreno era controllata dagli sciamani.
La principessa cinese Wengchen, una delle spose del re, era esperta di medicina, astrologia e Feng Shui. Ordinò la costruzione di dodici templi, uno in ciascuna delle articolazioni della donna demone.
Questo fu fatto per immobilizzarla e dominare le poderose energie degli spiriti selvaggi che vivevano in quella terra. Nel cuore della donna demone, la regina costruì il famoso Tempio di Jokhang. All’interno del salone principale fu collocata la statua più antica che c’era nel Tibet del Buddha Shakyamuni per simboleggiare il buddismo che si diffonde in tutto il Paese, così come il cuore batte e diffonde il sangue in tutto il corpo.

Il Monastero del Samye
Nell’VIII sec. il re Trisong Detsen, il secondo dei Tre Re del Dharma, costruì il primo monastero buddista in tibet, il Monastero di Samye, nel rispetto del Sa Che Tantrico.
Guro Rimpoche fornì i piani di costruzione dell’edificio, basati sul sistema del mandala tantrico. Secondo la leggenda, creò il monastero mediante i suoi poteri di visualizzazione. Quindi, si crede che il Monastero di Samye abbia un ‘energia “terra” molto positiva, insieme alle benedizioni di Guru Rimpoche. Scrisse anche un testo pratico sul Sa Che, che successivamente fu usato dalla sua consorte Yeshe Tsogyal. Questo è il primo testo buddista di Sa Che.
La forma del monastero di Samye è quella di un mandala. Il tempio principale è situato al centro e altri quattro templi sono situati nelle quattro direzioni. Intorno si trovano quattro stupa.
Il nome originale era “Casa della Conoscenza”, perchè divenne la base da cui la conoscenza spirituale poteva essere propagata.
Dalla creazione del Monastero del samye, il Sa Che subì una fusione con la tradizione spirituale buddista.